El salame dla lengua el se magna el dì dla Sensa par ne perdre la somensa.
Quindi chi verrà da noi domenica prossima, 20 maggio, festa dell’Ascensione, troverà a richiesta la bondiola con la lingua.
El salame dla lengua el se magna el dì dla Sensa par ne perdre la somensa.
Quindi chi verrà da noi domenica prossima, 20 maggio, festa dell’Ascensione, troverà a richiesta la bondiola con la lingua.
Nuove idee per “trasformare” il continente, a partire da una riduzione della dipendenza dall’export di materie prime e delle “barriere” che ostacolano commercio, telecomunicazioni e servizi finanziari: è lo slogan con il quale, ad Addis Abeba, Etiopia, si apre oggi il Forum economico mondiale sull’Africa.
Il presupposto è che l’Africa sta crescendo ma, nonostante le ricadute della crisi internazionale, potrebbe farlo di più e più velocemente. “Affinché lo sviluppo sia davvero sostenibile – ha detto presentando l’incontro Elsie Kanza, la direttrice del Forum – dobbiamo diversificare i motori dell’economia: non possiamo dipendere da beni singoli, soprattutto materie prime”.
All’incontro partecipano circa 700 esperti, imprenditori e dirigenti politici, tra i quali i capi di Stato o di governo di Nigeria, Gabon, Gibuti, Rwanda e Tanzania.
Sul tavolo ci sono gli ultimi studi della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale, secondo i quali la crisi internazionale non sta comunque compromettendo la crescita dell’Africa. Stando ai dati del Fondo, nell’ultimo decennio sei delle dieci economie in più rapido sviluppo sono state africane e nel 2015 questa proporzione dovrebbe salire a sette su dieci. La Banca mondiale prevede che il Prodotto interno lordo del continente cresca in modo costante, passando dal 4,9% dell’anno scorso al 5,3% del 2012 e al 5,6% del 2013. Da non sottovalutare però i problemi che da sempre affliggono in continente: disoccupazione giovanile, volatilità dei prezzi, eventi climatici.
Al Forum partecipano anche i rappresentanti di 61 multinazionali, interessate anzitutto a ottimizzare i margini di profitto delle loro attività e a conquistare nuovi “mercati di frontiera”. Almeno nei documenti ufficiali il Forum non dovrebbe però perdere di vista uno sviluppo “sostenibile e inclusivo”, che tenga in conto le ricadute sociali delle dinamiche capitalistiche.
Azienda Vitivinicola La Mainarda, Emmevi carni di Massimiliano Ferro di Porto Viro Macelleria Caniato Lucio di Adria, Antiche Distillerie Mantovani di Pincara, Alimentari Brusco di Corcrevà, Apicoltura Val Giò, Panificio Alice e Daniele di Mazzorno, il pecorino di Claudio Nardini con la consueta sponsorizzazione di Bancadria e dell’Immobiliare Il Mulino sono coloro che consentono ancora una volta la realizzazione di una serata gastronomica a beneficio della locale Scuola Materna il cui bilancio, come tutte le scuole paritarie,segna profondo rosso. D’altra parte i tempi sono quelli che tutti conosciamo. Dallo stato non giungono trasferimenti e i comuni devono far fronte ad innumerevoli emergenze,. Una forma estemporanea di finanziamento, quindi, ormai di routine da un paio d’anni che fa leva sulla sensibilità del paese e di tanti che hanno a cuore le sorti dell’istituzione, Coinvolti nel progetto: i genitori che ne temono la perdita dopo che il paese ha già visto la chiusura della scuola primaria; la parrocchia con Don Antonio; nonne, mamme e famiglie intere.
A tutti il ringraziamento del comitato di gestione che in questo modo riesce a sopravvivere tra mille difficoltà e, nello stesso tempo, rinsalda i vincoli comunitari in quanto tutto il paese collabora a vario titolo. “E poi è un’occasione di vita comunitaria, dice il presidente del comitato di gestione, Alessandro Rigoni, “ si sta assieme a tavola, si conversa, si ride, si scherza e si canta. Colgo l’occasione per ringraziare anticipatamente tutti coloro che saranno presenti e fino ad ora sono stati sempre numerosi, gli sponsor e un ringraziamento pure a Franco Grotto e a Tiziana Virgili che sostengono l’iniziativa in solido. Il menu è solleticante e pure equilibrato dal punto di vista calorico: prosciutto di S. Giacomo e verdure di Rosolina per antipasto; pasta con zucchine e panna per il primo piatto; poi lonza di maiale accompagnata da innumerevoli verdure; infine fragole, formaggi di pecora, miele e dolci assortiti”. L’importo minimo per partecipare banchetto è di euro 15.00 che andranno tutti nel bilancio della scuola.
Corso di cucina. Piatti della tradizione polersana più arcaica a scuola in trattoria. Chef Maria Romana. Malacutun, mariana, rufiò di san Carlo, gnocchi dei Morti, gnbocchi di san Michele… E altro ancora

«Io bacio la terra, io adoro la terra. Il futuro, non solo del Brasile, ma del mondo intero, è il campo, è la terra». Così sentenziava in un’intervista un contadino brasiliano durante Terra Madre 2008. Questo è amore, e l’amore fa credere nel futuro. È tutto ciò che dovremmo condividere, provare come sentimento, mettere in pratica. C’è una Giornata Mondiale della Terra che ci fa riflettere sulla nostra cattiva condotta. I sistemi produttivi e i nostri stili di vita hanno raggiunto un punto di non ritorno nel depauperamento delle risorse e dei beni comuni, soprattutto la terra: un dato di fatto. Non è demagogia, anche gli scettici si stanno ricredendo. Il sistema con cui pensiamo di produrre ricchezza – che non accenna a fermarsi e anzi incrementa la sua portata distruttiva – va cambiato radicalmente.
Ma in occasione di questa giornata evitiamo i lamenti. Molti crederanno sia necessario l’intervento di grandi organismi sovranazionali, o dei Governi. Non è così, come non lo è per tutte le grandi rivoluzioni. Sta a noi, attraverso buone pratiche individuali, creare il vero humus con cui crescerà un nuovo paradigma. Sta a noi intraprendere la strada dell’amore verso questa Terra vilipesa, lo stesso amore che sanno esprimere certi contadini. Le buone pratiche sono azioni semplici, anche piccole, alla portata di tutti. Per esempio gli orti comunitari e nelle scuole, qui come in Africa, stanno cambiando realmente la percezione delle giovani generazioni nei confronti della terra. Un’educazione che però non deve fermarsi mai, continuare negli anni, riprendersi anche i padri e le madri che hanno disimparato come fare. E allora, altro esempio, non sprecare il cibo è non sprecare terra se, com’è vero, «mangiare è un atto agricolo». Questo è il modo più semplice che abbiamo per ritornare alla terra, diventare contadini come il brasiliano di Terra Madre senza dover prendere per forza in mano una zappa. Educhiamoci a mangiare locale, a non sprecare, a seguire le stagioni e non sposiamo con le scelte alimentari pratiche che stanno mangiandosi per sempre la terra e le risorse. Diventiamo co-produttori in grado di esprimere scelte responsabili; una volta per tutte smettiamo i panni del consumatore passivo – che consuma anche terra, aria e acqua – e ripartiamo da molto vicino, da casa nostra. Anche perché se continuiamo così, con questo ritmo, casa nostra, la nostra Europa, rischia nei prossimi decenni di non riuscire più a garantire la sufficienza alimentare per i suoi 500 milioni di abitanti. Non è uno scherzo. La terra fertile sparisce, e per salvarla iniziamo ad amarla davvero.
Carlo Petrini, da La Repubblica 20/04
21 aprile 2011. Inaugurazione del primo Orto in Condotta della provincia di Rovigo
CORSO DI CUCINA 2012
“LE MAN IN PASTA”
PROGRAMMA:
LUNEDI 16 APRILE: Primi piatti. Lavorazione della sfoglia. Ravioli con ricotta e noci e preparazione di un sugo abbinato. Trattoria Alla Rosa, Bellombra
MERCOLEDI 18 APRILE: Primi piatti: Serata con cucina sarda. Preparazione dei MALLOREDDUS (gnocchetti) e dei CICIONES (gnocchi), e di un sugo abbinato. Trattoria da Sara, Panarella
LUNEDI’ 23 APRILE: Primi piatti. Preparazione degli gnocchi di patate , rufio’ di San Carlo e preparazione del sugo abbinato. Trattoria alla Rosa Bellombra
GIOVEDI’ 26 APRILE: Serata con cucina sarda. Preparazione delle PARDULAS e CASADINAS sia dolci che salati. Ristorante Teatro, Papozze
MERCOLEDI’ 9 MAGGIO: Preparazione di dolci della tradizione locale: mariana , malacutun e crostata. Ristorante Teatro, Papozze
MERCOLEDI’ 16 MAGGIO: Preparazione di torta salata con asparagi e uova. Cucina sarda: preparazione dei dolcetti sardi PABASSINAS. Trattoria da Sara, Panarella
MERCOLEDI 24 MAGGIO: Preparazione di dolci veneti e altro. Esse e torta di mandorle. Ristorante Teatro, Papozze
QUOTA DI PARTECIPAZIONE : 50 € (comprensiva del materiale occorrente per le ricette). AL TERMINE DEL CORSO ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE. Per info: 320-1427006 (Federica) oppure 339-8016937 ( Paolo Rigoni), oppure 0426-990159 (Luisa Tolu).
Orario da scegliere per aderire cerchiare orario corrispondente : 16.00-18.00 oppure 20.30-22.30
www.slowfoodrovigo.it
Il Turchetta ha una colorazione molto marcata, è abbastanza limpido e mantiene una leggera effervescenza. L’intensità al naso è ben percepibile, ci avvolgono i tipici profumi del vino giovane ed esuberante: la rosa, la marasca e i frutti di bosco, il lampone, i profumi della vinificazione e, per finire, un vegetale di foglie bagnate. In bocca sono ben riconoscibili la freschezza, legata alla sensibile acidità, i tannini giovani ma non troppo sgarbati e una buona sapidità. Pochi zuccheri e un corpo che sorprende. Figlio dell’ambiente in cui viene prodotto, e adatto ad una cucina di piatti semplici ma ben saporiti.
Si possono richiedere alle aziende La Mainarda di Bellombra e Valle di Papozze.