Slow Food Day ad Arquà Polesine: Gusto Polesine
Corso di cucina. Piatti della tradizione polersana più arcaica a scuola in trattoria. Chef Maria Romana. Malacutun, mariana, rufiò di san Carlo, gnocchi dei Morti, gnbocchi di san Michele… E altro ancora
Il Turchetta ha una colorazione molto marcata, è abbastanza limpido e mantiene una leggera effervescenza. L’intensità al naso è ben percepibile, ci avvolgono i tipici profumi del vino giovane ed esuberante: la rosa, la marasca e i frutti di bosco, il lampone, i profumi della vinificazione e, per finire, un vegetale di foglie bagnate. In bocca sono ben riconoscibili la freschezza, legata alla sensibile acidità, i tannini giovani ma non troppo sgarbati e una buona sapidità. Pochi zuccheri e un corpo che sorprende. Figlio dell’ambiente in cui viene prodotto, e adatto ad una cucina di piatti semplici ma ben saporiti.
Si possono richiedere alle aziende La Mainarda di Bellombra e Valle di Papozze.
Azienda agricola “La Mainarda”Bellombra Strada Marcanta, n. 26,Alla scoperta della biodiversità del Polesinerindisi con la prima bottiglia di Turchetta, produzione 2011.
“Né si creda che nel Polesine sianvi delle uve deboli per far solo del vino leggero o del vinello… Qui tra le scelte annoveransi Refosco, Calma, Curbin , Uetto, Turchetta” (Grigolato, 1847).“Turchetta” varietà che merita di essere diffusa ed incoraggiata, risulta coltivata in 23 comuni della provincia (1884). “La Turchetta è una buona varietà del Veneto. Attualmente è più che altro coltivata nelle pianure veronesi e del Polesine. Allega facilmente e dà abbastanza buoni e costanti prodotti. Ha foglia media oblunga a cinque lobi, grappolo per lo più piramidale di media grandezza, spargolo. Ama potatura corta, resiste abbastanza alla peronospera ed ad altre crittogame; non è soggetta a marciume. Il mosto è molto colorito, ricco di zucchero e scarso di acidità. Matura nella terza epoca, cioè a fine settembre o primi di ottobre” ( Consolani, 1925)
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In Polesine i salami più buoni del mondo! Serata simpatica e partecipata. Molti i presenti che hanno apprezzato il “Risotto di mortandèla” preparato da Maria Romana con le mortandèle di Marco Verza. Un nuovo piatto e nuova storia sul tavolo del Alla Rosa. Ora è pronto alla partenza il progetto per il “riconoscimento” degli insaccati polesani, promosso da Slow Food Rovigo e dall’Amministrazione Provinciale.
Nell’attesa del 28 gennaio, della presentazione de “In Polesine i salami più buoni del mondo”, un cenno sulla mortandèla. Il risotto ve lo faremo assaggiare insieme al bundli del sugo di Papozze. Sabato Vi diremo il resto: “… Lo zio Angelo, insieme alle lugàneghe, faceva le mortandèle. Erano delle palline grosse come un uovo, della medesima carne delle lugàneghe. Adesso l’impasto di quella che viene chiamata comunemente salsiccia non si differenzia da quello dei restanti salami; un tempo al contrario nelle lugàneghe entrava carne sanguanosa, quella di gola o della testa che aveva tracce di sangue della ferita, un po’ di goléta, quella biancastra a puntini, la mascella, magari del fegato, il cuore, i reni… Ognuno aveva il suo modo. Per ogni singolo maiale, di lugàneghe e mortandèle ne riuscivano perciò in numero ridotto ed erano le prime ad esser mangiate. Si facevano queste mortadelle, si conformavano passandole fra le palme sino a dare loro la forma rotonda, si avvolgevano nel velo…, nel redesèlo…, nella fassultina, nell’omento insomma. Venivano passate anche nella farina da polenta perché si conservassero più a lungo. Si ponevano su di un asse in luogo fresco dove stava la carnara e poi si mangiavano con la polenta dopo averle fritte in tegame. Qualcuno, prima di friggerle, le passava in uovo e pan grattato. E c’era chi le metteva in gradèla…” (paolopune?.
In Polesine i salami più buoni del mondo
Progetto di valorizzazione degli insaccati polesani
Sabato 28 gennaio, ore 20.30
Trattoria alla Rosa – Strada Treponti 8,
Prenotazioni: 0426 41300
Pinza alla munara, coari, formaggio Asiago e prosciutto.
Risotto di mortandèla con riso di Grumolo delle Abbadesse e mortandelà del Polesine delle Salamerie Le Carni
Bundlin di Papozze della Macelleria Filippo Barbuiani con purè di patate e polenta di mais bianco perla dell’Azienda Le Barbarighe
Straculo in della salamatura
Crauti in aceto e radicchio rosso di Rosolina
Fritto di carnevale: Fiadoni patate americane, crostoli e basin
Rosso delle Marche dell’Azienda Agricola Balducci di Monte S. Vito (AN)
Acqua e caffè
Prezzo della serata euro 25.00
E’ una inziativa Provincia di Rovigo, Slow Food Rovigo, Ricchezze del Po, Comune di Papozze